Le Intelligenze Artificiali (AI) contribuiscono o riducono il benessere degli adolescenti?

(Illustrazione di Alberto Ruggeri)
L’adolescenza è un periodo di crescita fisica, emotiva e cognitiva che tutti noi, in un modo o in un altro, abbiamo vissuto. Un periodo necessario per lo sviluppo della nostra persona nell’età adulta, ma anche un periodo in cui la ragazza o il ragazzo possono essere emotivamente o cognitivamente vulnerabili.
Ed è proprio in questi momenti di vulnerabilità che possono entrare in gioco, nella vita dell’adolescente, strategie di compensazione e regolazione, relazionali o emotive che siano. Tra queste, soprattutto nell’ultimo periodo, si hanno i cosiddetti AI chatbots companion: delle intelligenze artificiali strutturate in modo tale da simulare relazioni umane con l’utente. Le relazioni virtuali create tramite Chatbots sono descritte, dai giovani che ne usufruiscono, come relazioni in cui si crea un ambiente sicuro e non giudicante che permette loro di esprimere al meglio il proprio sé. E per quanto si tratti di strumenti digitali, possono comunque permettere una regolazione dei propri stati emotivi come se ci si stesse confidando con “qualcuno”, in mancanza di figure di riferimento o di amicizie.
Sfortunatamente però queste piattaforme possono essere una lama a doppio taglio: alcuni studiosi hanno riscontrato infatti pattern di dipendenza comportamentale, soprattutto nel caso di interazioni tra adolescenti e AI chatbots.
Mohammad (Matt) Namvarpour, Brandon Brofsky, et. all (2026), autori di un articolo che spiega questo fenomeno, hanno voluto indagare l’interazione Adolescente-Chatbot (nello specifico rispetto la piattaforma di Character.AI) per vedere che effetto avesse sullo sviluppo dei ragazzi e delle ragazze, e come si potesse ripercuotere sulla loro vita quotidiana.
Innanzitutto si sono posti 3 quesiti di ricerca:
- Qual è la motivazione iniziale adottata dall’adolescente che lo ha portato a entrare in contatto con Character.AI?
- In che modo l’uso di Character.AI da parte dell’adolescente rientra nei pattern di dipendenza comportamentale?
- In che modo gli adolescenti si allontanano o riducono l’utilizzo di Character.AI?
Per rispondere a queste domande gli autori hanno analizzato numerosi post su Reddit (piattaforma online di discussione), più precisamente nel subreddit di Character.AI. A seguito di una scrematura dei post reperiti, considerando se a scrivere sono adolescenti, se parlano di dipendenza, etc., hanno evidenziato risultati rilevanti per la ricerca in questo ambito specifico.
Ma partiamo dal punto focale della ricerca: cos’è una dipendenza comportamentale?
Una dipendenza comportamentale molto famosa è quella da gioco d’azzardo, che riguarda tutti quei comportamenti o attività caratterizzati da ripetizioni patologiche nel comportamento, cui segue un forte piacere, e che provocano serie difficoltà nella vita quotidiana. Un framework standard che può spiegare una dipendenza comportamentale è generalmente caratterizzato da sei punti principali:
- conflitto (tra il soggetto e il comportamento, come sentimenti di vergogna);
- salienza (quando una particolare attività diventa la più importante nella vita della persona e domina il suo pensiero);
- astinenza (gli stati emotivi sgradevoli che si verificano quando una particolare attività viene interrotta improvvisamente);
- tolleranza (il processo per il quale sono necessarie quantità crescenti dell’attività per ottenere i primi effetti);
- ricaduta (la tendenza a ripetuti ritorni a schemi precedenti anche dopo una lunga interruzione);
- modificazione dell’umore (si riferisce all’esperienza soggettiva che le persone riportano come conseguenza del loro comportamento).
Questi punti verranno approfonditi in seguito.
Vediamo ora le risposte alle tre domande che si sono posti gli autori, partendo dalla prima:
- qual è la motivazione iniziale che porta ad avvicinarsi a queste piattaforme?
Moltissimi adolescenti hanno a che fare quotidianamente con piattaforme digitali, chi più chi meno, ma solo alcuni rischiano di trovarsi all’interno di pattern di dipendenza in conseguenza del loro utilizzo. Ci sono giovani che usano questi strumenti perché hanno bisogno di supporto emotivo e psicologico: gli autori riportano varie testimonianze che descrivono l’utilizzo di Character.AI come un meccanismo di coping, per la risoluzione di problematiche determinate che da soli non riescono ad affrontare, o che non possono o non riescono a condividere con altri. Per altri giovani, entra invece in gioco la possibilità di libera espressione, ovvero la possibilità di essere o sentirsi chi vogliono e come vogliono. Per altri ancora ci si avvicina a questi strumenti a causa di forti sentimenti di solitudine o isolamento sociale, per avere “qualcuno” con cui parlare. Vengono talvolta anche cercati per un supporto psicologico, in mancanza di una possibilità terapeutica. Si tratta quindi di “porte d’ingresso” all’AI chatbot che non derivano da curiosità, ma soprattutto da una sofferenza emotiva. Per quanto questo sia il motivo principale per cui gli adolescenti si avvicinano ai Chatbot AI, almeno secondo quanto evidenziato dalla lettura dei loro post su Reddit, molti utilizzano le piattaforme AI per motivi creativi o di intrattenimento. Molte di queste AI permettono infatti di creare storie partendo da pochi prompt, o di avere conversazioni con personaggi famosi (ricreati artificialmente), e di intrattenersi di conseguenza.
Ora passiamo alla risposta al secondo quesito:
- la descrizione di questi comportamenti rientra nella cosiddetta dipendenza comportamentale?
Come già detto in precedenza, ci sono sei fattori da considerare per descrivere una dipendenza comportamentale e ognuno di questi è stato riscontrato, dall’analisi dei post su Reddit, nel comportamento degli adolescenti nell’utilizzo delle intelligenze artificiali. Molti di loro, online, descrivono i propri sintomi di dipendenza, in quanto preoccupati dall’utilizzo e dalle conseguenze che tale utilizzo comporta nella loro vita quotidiana. Alcune testimonianze, ad esempio, riportano di ragazzi che riconoscono un uso eccessivo e malessere legato all’utilizzo della piattaforma, esprimendo frustrazione nella loro inabilità a ridurne l’utilizzo, anche se vorrebbero farlo (conflitto). Un punto significativo è che alcuni adolescenti, dopo un utilizzo eccessivo, finiscono per sentirsi emotivamente legati a questi bots come se si trattasse di relazioni concrete con persone (relazioni amicali o sentimentali). E può anche succedere che alcuni usino questi strumenti come metodo di rimpiazzo di attaccamenti emotivi passati, come un modo per superare una rottura con un/una ex (salienza). Talvolta questo utilizzo eccessivo rischia di ledere rapporti reali, aumentando l’isolamento del giovane. Sono naturalmente presenti anche sintomi di astinenza, tolleranza e ricaduta. Ed è inoltre confermato che l’utilizzo della piattaforma Character.Ai modifica positivamente l’umore dell’utente, dando cioè un senso di sollievo temporaneo dopo l’uso. Un uso che quindi può essere considerato a tutti gli effetti una dipendenza.
- La risposta all’ultimo quesito posto dagli autori è relativa a come gli adolescenti riescono ad allontanarsi da questa relazione di dipendenza.
La ragione più comune per la quale gli utenti usano di meno la piattaforma di Character.AI,
o la abbandonano, è il riconoscimento interiore dell’adolescente che essa diviene fonte di difficoltà nella sua vita quotidiana: ad esempio, la vergogna di condividere le conversazioni avute con l’AI con amici reali. Naturalmente si tratta di una presa di coscienza che non arriva dal nulla, è più frequentemente graduale potendo svilupparsi ad esempio, anche tramite il confronto con altri utenti online (su Reddit).
Un’altra ragione di distacco può venire da cause esterne: ad esempio, quando lo stimolo online viene rimpiazzato da uno stimolo reale, come nuove interazioni sociali. In tal caso, l’adolescente sentirà una minore necessità di interagire con la piattaforma. Un altro motivo di abbandono è dovuto alla frustrazione causata dalla censura di alcune funzionalità, come ad esempio quelle relative all’espressione di vicinanza sessuale e affettiva che alcuni utenti richiedono.
In conclusione, gli autori confermano che i chatbots possono avere sia aspetti positivi che negativi: da una parte offrire compagnia e supporto utili in determinate situazioni, ma dall’altra rischiare di creare una dipendenza capace di minare il benessere psicofisico. Secondo gli autori è necessario quindi che developers e designers del programma si assumano la responsabilità di sviluppare funzionalità in grado di ridurre tali rischi, e promuovere forme di coinvolgimento sane. È però importante evidenziare che questa ricerca è stata fatta solo sul programma “Character.AI” che, per quanto molto utilizzato, è solo uno dei tanti Chatbot esistenti. Sarebbe giusto, pertanto, non generalizzare questi risultati ad altre piattaforme simili a quella descritta in questo articolo, per quanto potenzialmente funzionanti con modalità analoghe.
Per chi volesse approfondire riportiamo in bibliografia il link all’articolo citato.
Bibliografia
Mohammad (Matt) Namvarpour, Brandon Brofsky, Jessica Y Medina, Mamtaj Akter, and Afsaneh Razi. 2026. Understanding Teen Overreliance on AI Companion Chatbots Through Self-Reported Reddit Narratives. In Proceedings of the 2026 CHI Conference on Human Factors in Computing Systems (CHI ’26). Association for Computing Machinery, New York, NY, USA, Article 1646, 1–19.
https://doi.org/10.1145/3772318.3790597